Regole senza burocratese
AI Act, GDPR, diritto d'autore: cosa ti obbliga e cosa no.
23 pagine, dalla più recente
Inventario AI: il primo passo per l'AI Act, in 2 minuti
Un foglio, una riga per ogni uso dell'AI, sedici colonne. Il video mostra come compilarlo e subito sotto trovi il modello pronto da copiare.
Clonare la voce di un dipendente con l'AI: è legale, ma solo se fai tre cose prima
Consenso scritto, etichetta per chi ascolta e un contratto che regga anche quando la persona se ne va.
Legge 132/2025 sull'AI: cosa cambia per le imprese
La legge italiana aggiunge all'AI Act alcuni obblighi concreti: avvisare i lavoratori, avvisare i clienti se sei un professionista, e un nuovo reato per i deepfake.
Informativa privacy per un chatbot: cosa scrivere
L'informativa deve dire chi tratta i dati, per quali scopi, con quale fornitore, per quanto tempo li conserva e quali diritti hanno le persone, in linguaggio semplice [1]. In più, chi scrive al chatbot deve sapere che parla con un'AI, salvo che sia evidente [2].
GDPR e intelligenza artificiale: cosa vale per le PMI
Il GDPR vale anche quando i dati personali passano da uno strumento di AI: serve una base giuridica, un'informativa chiara, un accordo con il fornitore e misure di sicurezza adeguate. La legge 132/2025 ribadisce che il trattamento deve essere lecito, corretto e trasparente [1].
DPIA per un progetto di AI: quando serve e come farla
Spesso sì, quando l'AI tratta dati personali in modo che può creare rischi elevati per le persone, come valutare dipendenti o trattare dati sanitari. Per i sistemi automatizzati che decidono o monitorano sul lavoro la legge italiana richiama espressamente analisi dei rischi e valutazione d'impatto [1].
Diritto d'autore e AI: di chi sono i contenuti generati
Dipende dal tuo contributo. Dopo la legge 132/2025 la legge sul diritto d'autore protegge le opere dell'ingegno umano, anche se create con l'aiuto dell'AI, purché siano frutto del lavoro intellettuale dell'autore [1]. Un contenuto generato con un comando di poche parole difficilmente lo è.
Deepfake: quando va dichiarato e cosa rischi
Sì, se il contenuto sembra autentico. L'AI Act chiede di dichiarare immagini, audio e video generati o manipolati che possono passare per veri [1]. In Italia diffondere senza consenso un falso di questo tipo che causa un danno ingiusto è reato, punito con la reclusione da uno a cinque anni [2].
Contratto con un fornitore di AI: cosa controllare
Controlla soprattutto quattro cose: se i tuoi dati servono ad addestrare i modelli, per quanto vengono conservati, dove sono trattati e chi altro vi accede. Poi verifica che esista un accordo sul trattamento dei dati e che le condizioni promesse valgano per il piano che compri [1, 2].
Per quanto restano salvate le conversazioni con l'AI
Dipende da fornitore, piano e impostazioni. Per esempio Anthropic conserva le chat dei piani per privati fino a 5 anni se l'uso per migliorare i modelli è attivo, 30 giorni se è spento [1]. Nei piani aziendali di solito decide l'amministratore [2].
AI nella selezione del personale: le regole da seguire
Sì, ma la selezione è tra gli usi ad alto rischio dell'AI Act, con obblighi per chi usa questi sistemi dal 2 dicembre 2027 [1, 2]. Già oggi valgono divieto di discriminazione, informativa ai candidati e una persona che decide davvero [3].
AI in sanità: le regole della legge 132/2025
La legge 132/2025 stabilisce che in sanità l'AI è un supporto e che la decisione su diagnosi e cura resta sempre al medico [1]. Il paziente ha diritto di essere informato dell'uso dell'AI, i sistemi non possono discriminare nell'accesso alle prestazioni e vanno verificati periodicamente [1].
Professionisti e AI: l'obbligo di informare il cliente
Sì. L'articolo 13 della legge 132/2025 chiede di comunicare al cliente le informazioni sui sistemi di AI usati, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo [1]. L'AI può servire solo per attività strumentali e di supporto, e il lavoro intellettuale del professionista deve restare prevalente [1].
AI e minori: consenso dei genitori e regole da seguire
Sotto i quattordici anni servono il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale per l'accesso all'AI e per il trattamento dei dati [1]. Tra i quattordici e i diciotto anni il minore può consentire da solo, se le informazioni sono facilmente accessibili e comprensibili [1].
AI e controllo dei lavoratori: cosa può fare l'azienda
Puoi usarla, ma con regole precise. La legge 132/2025 chiede un uso sicuro e trasparente, che non leda dignità e riservatezza, e un'informativa ai lavoratori sui sistemi automatizzati [1]. Restano fermi i limiti dello Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza [1].
AI Act, articolo 50: chatbot e contenuti da dichiarare
In molti casi sì. Dal 2 agosto 2026 chi interagisce con un sistema di AI deve saperlo, salvo che sia evidente, e i deepfake vanno dichiarati [1, 2]. Anche i testi generati pubblicati per informare il pubblico vanno segnalati, se nessuno li ha rivisti assumendosene la responsabilità editoriale [2].
AI Act, Allegato III: quando un uso è ad alto rischio
Un sistema è ad alto rischio se rientra negli usi dell'Allegato III dell'AI Act, come gestione del personale, istruzione, credito e servizi essenziali, o se fa da componente di sicurezza in prodotti regolati [2]. Per gli usi dell'Allegato III gli obblighi partono dal 2 dicembre 2027 [1].
AI Act, le scadenze: cosa vale già e cosa arriva
L'AI Act è in vigore dal 1 agosto 2024 e si applica a tappe, con divieti e formazione dal 2 febbraio 2025, trasparenza dal 2 agosto 2026 e sistemi ad alto rischio dell'Allegato III dal 2 dicembre 2027 [1, 4]. Per una PMI le prime due tappe contano già oggi.
Sanzioni AI Act: quanto si rischia e chi le applica
Le multe dell'AI Act arrivano fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale per le pratiche vietate, e fino a 15 milioni o al 3% per gli altri obblighi [1]. Per le PMI si applica il valore più basso tra importo fisso e percentuale [1].
AI Act, articolo 5: gli usi dell'AI vietati alle aziende
L'AI Act vieta alcuni usi in assoluto: manipolare le persone sfruttandone le debolezze, assegnare punteggi sociali, riconoscere le emozioni di lavoratori e studenti, raccogliere volti in massa da internet, tra gli altri [1]. I divieti valgono dal 2 febbraio 2025 e hanno le multe più alte del regolamento [2, 3].
AI Act: cosa obbliga davvero una PMI che usa l'AI
Se usi ChatGPT in ufficio o un chatbot sul sito, gli obblighi sono pochi e chiari. Quelli pesanti riguardano altri usi, e sono stati rinviati.
Deployer nell'AI Act: i doveri dell'articolo 26
Chi usa un sistema ad alto rischio, il deployer, deve seguire le istruzioni del fornitore, affidare la sorveglianza a persone competenti, controllare i dati che inserisce, monitorare il funzionamento, conservare i log e informare le persone coinvolte, lavoratori compresi [1]. Questi obblighi partono con l'alto rischio, dal 2 dicembre 2027 [2].
AI Act, articolo 4: formare chi usa l'AI in azienda
Sì, in forma più leggera di prima. Dal 27 luglio 2026 chi fornisce o usa sistemi di AI deve adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione del personale che li adopera, senza dover garantire a ognuno un livello sufficiente [4]. Non serve un attestato: servono una formazione adatta al ruolo e una traccia di quello che hai fatto.



