AI e controllo dei lavoratori: cosa può fare l'azienda
Turni proposti da un algoritmo, assistenti che misurano i tempi di risposta, software che riassumono le chiamate del servizio clienti e ne danno un voto. Molti strumenti di AI pensati per l'efficienza finiscono, quasi senza volerlo, per osservare il lavoro delle persone.
Qui le regole italiane sono più fitte che altrove, perché alle norme europee si aggiungono quelle sul rapporto di lavoro. Questa pagina spiega cosa dice la legge sull'AI e cosa va comunicato ai dipendenti. Per i casi concreti, soprattutto quelli che toccano i controlli a distanza, serve il parere di un consulente del lavoro o di un legale.
Cosa dice la norma
L'articolo 11 della legge 132/2025 dice che l'AI sul lavoro deve servire a migliorare le condizioni di lavoro e la produttività, con un uso sicuro, affidabile e trasparente che non contrasti con la dignità e non violi la riservatezza dei dati personali 1. Vieta discriminazioni legate a sesso, età, origini, credo, orientamento, opinioni e condizioni personali, sociali ed economiche 1.
Lo stesso articolo obbliga il datore di lavoro a informare il lavoratore dell'uso dell'AI nei casi e con le modalità della normativa sull'informativa al lavoratore, il decreto legislativo 152/1997 1. Quella norma riguarda i sistemi decisionali o di monitoraggio integralmente automatizzati che incidono su assunzione, gestione o cessazione del rapporto, mansioni, sorveglianza e valutazione, e ricorda che resta fermo l'articolo 4 della legge 300/1970, lo Statuto dei lavoratori 1.
Prima dell'inizio dell'attività il datore deve spiegare quali aspetti del rapporto sono toccati, scopi, logica di funzionamento, categorie di dati, controlli sulle decisioni e livello di accuratezza dei sistemi 1. Lavoratori e rappresentanze sindacali possono chiedere accesso ai dati e ricevere risposta scritta entro trenta giorni, e ogni modifica va comunicata per iscritto almeno ventiquattro ore prima 1. Sono richieste anche un'analisi dei rischi e una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati 1.
A chi si applica
- Datori di lavoro e committenti, pubblici e privati, che usano sistemi automatizzati per gestire, assegnare compiti o valutare.
- Imprese che usano software con funzioni di monitoraggio di attività, tempi o comportamenti.
- Anche i committenti di alcuni collaboratori, secondo la stessa norma sull'informativa.
- Non riguarda i sistemi protetti da segreto industriale e commerciale, per i soli obblighi informativi.
Da quando
L'articolo 11 è in vigore con la legge 132/2025, dal 10 ottobre 2025 1. L'informativa va consegnata prima che il sistema entri in uso, non quando un dipendente se ne accorge. Quando le regole dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio diventeranno applicabili, si aggiungeranno gli obblighi per chi usa sistemi di gestione del personale.
Cosa fare in pratica
- Fai l'elenco degli strumenti che raccolgono dati sul lavoro delle persone o che propongono turni, compiti e valutazioni.
- Per ciascuno chiediti se decide o monitora in modo automatico, e chiedi al fornitore come funziona.
- Verifica con il consulente del lavoro se lo strumento rientra nei controlli a distanza dello Statuto e quali passaggi richiede.
- Prepara un'informativa scritta, chiara e in formato leggibile, e consegnala anche alle rappresentanze sindacali.
- Organizza chi risponde alle richieste di accesso e annota la data di ogni comunicazione.
- Mantieni una persona che rivede le decisioni importanti, come richiami, promozioni e cessazioni.
Gli errori da evitare
- Attivare la funzione di analisi della produttività di un software già in uso senza dirlo a nessuno.
- Pensare che basti il consenso del singolo dipendente.
- Consegnare un'informativa generica che non spiega cosa fa davvero il sistema.
- Lasciare che un punteggio automatico decida sanzioni o licenziamenti.
Le altre norme spiegate senza burocratese sono in Regole.
Domande frequenti
Un assistente di AI usato dai dipendenti per scrivere è un controllo?
Di solito no, se serve solo a lavorare e non raccoglie dati per valutare le persone. Diventa delicato se l'amministratore usa i registri d'uso per giudicare la produttività: in quel caso parlane con il consulente del lavoro.
Devo informare anche i candidati, non solo i dipendenti?
La norma sull'informativa cita anche i sistemi che danno indicazioni ai fini dell'assunzione 1. Conviene quindi informare anche chi si candida, oltre a rispettare le regole sulla privacy.
Cosa succede se non informo i lavoratori?
Rischi contestazioni sul piano del lavoro e della privacy, oltre a un clima di sfiducia difficile da recuperare. Le conseguenze precise dipendono dal caso e vanno valutate con un professionista.
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Fonti
- Gazzetta Ufficiale, Legge 23 settembre 2025, n. 132, con note, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
Testi e grafica realizzati con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.