DPIA per un progetto di AI: quando serve e come farla

Redazione AIR
Per un progetto di intelligenza artificiale devo fare una valutazione d'impatto privacy?Spesso sì, quando l'AI tratta dati personali in modo che può creare rischi elevati per le persone, come valutare dipendenti o trattare dati sanitari. Per i sistemi automatizzati che decidono o monitorano sul lavoro la legge italiana richiama espressamente analisi dei rischi e valutazione d'impatto 1.
Lo schema in breve

La valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, spesso chiamata DPIA, è lo strumento con cui un'impresa ragiona prima di partire: cosa farà con i dati, quali rischi corrono le persone, come li riduce. Con i progetti di AI la domanda torna spesso, perché questi strumenti combinano molti dati e producono risultati non sempre prevedibili.

Non ogni chatbot richiede una DPIA, ma alcuni progetti sì, e farla bene evita sorprese. Questa pagina spiega quando pensarci e come impostarla. Se e come farla nel tuo caso va deciso con il consulente privacy o il responsabile della protezione dei dati.

Cosa dice la norma

Il GDPR prevede la valutazione d'impatto per i trattamenti che possono presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone, all'articolo 35 del regolamento (UE) 2016/679, che la legge 132/2025 richiama tra le informazioni da comunicare al Garante per la ricerca sanitaria 1.

Per il lavoro la legge 132/2025 rimanda alla normativa sull'informativa ai lavoratori, il cui testo è riportato nella stessa Gazzetta Ufficiale 1. Quando un datore di lavoro usa sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati, quella norma chiede un'analisi dei rischi e una valutazione d'impatto dei trattamenti, con consultazione preventiva del Garante se ricorrono i presupposti dell'articolo 36 del GDPR 1.

Fuori da questi richiami espliciti la decisione dipende dal tipo di progetto. I segnali tipici di rischio elevato sono la valutazione sistematica di persone, i dati sanitari o di altre categorie delicate, il monitoraggio continuo, le persone vulnerabili e l'uso di tecnologie nuove su larga scala. L'AI tocca spesso più di uno di questi segnali.

A chi si applica

  • Datori di lavoro che usano l'AI per selezionare, valutare o monitorare il personale.
  • Studi medici, farmacie e strutture che usano l'AI su dati sanitari.
  • Chi usa l'AI per profilare clienti in modo sistematico, per esempio per credito o prezzi personalizzati.
  • Scuole e enti di formazione che usano l'AI con studenti, soprattutto minorenni.

Da quando

La valutazione d'impatto va fatta prima di avviare il trattamento, non a progetto finito. Nella gestione del personale il richiamo esplicito è in vigore con la legge 132/2025, dal 10 ottobre 2025 1. Va rivista quando cambia qualcosa di importante: un fornitore nuovo, dati nuovi, uno scopo diverso.

Cosa fare in pratica

  1. Descrivi il progetto in una pagina: scopo, dati usati, persone coinvolte, fornitore, dove finiscono i dati.
  2. Chiediti se il progetto valuta persone, usa dati delicati, monitora o tocca persone vulnerabili.
  3. Se sì, coinvolgi il consulente privacy e imposta la valutazione prima di comprare o sviluppare.
  4. Elenca i rischi concreti per le persone, come errori, discriminazioni o accessi non autorizzati, e per ciascuno la misura che lo riduce.
  5. Chiedi al fornitore la documentazione tecnica e le garanzie sul trattamento: servono alla valutazione.
  6. Conserva il documento e aggiornalo quando il progetto cambia.

Gli errori da evitare

  • Fare la valutazione dopo aver acceso il sistema, solo per avere una carta.
  • Copiare un modello generico senza descrivere davvero il progetto.
  • Lasciare fuori il fornitore, che conosce come funziona lo strumento.
  • Valutare solo i rischi per l'azienda e non quelli per le persone.

Le altre norme spiegate senza burocratese sono in Regole.

Domande frequenti

Un chatbot sul sito richiede una DPIA?

Di solito non se risponde a domande generali e raccoglie pochi dati. Il discorso cambia se profila i clienti, tratta dati sanitari o decide qualcosa su di loro: lì conviene valutare con il consulente privacy.

Chi deve scrivere la valutazione d'impatto?

La responsabilità è dell'impresa che decide il trattamento. Nella pratica la prepara chi conosce il progetto, con il consulente privacy o il responsabile della protezione dei dati, e con le informazioni del fornitore.

La valutazione d'impatto dell'AI Act è la stessa cosa?

No. L'AI Act prevede una valutazione d'impatto sui diritti fondamentali per alcuni utilizzatori di sistemi ad alto rischio 2. Le due valutazioni si possono coordinare, ma hanno basi diverse.

Da leggere dopo

Regole senza burocratese

GDPR e intelligenza artificiale: cosa vale per le PMI

Il GDPR vale anche quando i dati personali passano da uno strumento di AI: serve una base giuridica, un'informativa chiara, un accordo con il fornitore e misure di sicurezza adeguate. La legge 132/2025 ribadisce che il trattamento deve essere lecito, corretto e trasparente [1].

Regole senza burocratese

AI e controllo dei lavoratori: cosa può fare l'azienda

Puoi usarla, ma con regole precise. La legge 132/2025 chiede un uso sicuro e trasparente, che non leda dignità e riservatezza, e un'informativa ai lavoratori sui sistemi automatizzati [1]. Restano fermi i limiti dello Statuto dei lavoratori sui controlli a distanza [1].

Glossario

Cos'è il bias nell'AI e perché ti riguarda

Il bias di un modello AI è una distorsione sistematica nei suoi risultati, che lo porta a trattare in modo diverso persone o situazioni simili. Nasce quasi sempre dai dati di addestramento, che riflettono squilibri e pregiudizi del passato, o da come il sistema è stato progettato.

AI per settore

AI per studi medici e poliambulatori

Uno studio medico o un poliambulatorio usa l'AI soprattutto in segreteria e nella documentazione: gestire richieste e promemoria degli appuntamenti, trascrivere e ordinare gli appunti della visita, rispondere su preparazioni agli esami e orari. La diagnosi e le scelte di cura restano al medico.

AI per settore

AI per agenzie per il lavoro e selezione del personale

Un'agenzia di selezione usa l'AI per scrivere annunci più chiari, organizzare i CV in arrivo, preparare le domande dei colloqui e tenere aggiornati i candidati. Quando però il sistema filtra, ordina o valuta le persone, il regolamento europeo lo considera ad alto rischio: servono controllo umano e regole precise.

Come si fa

ChatGPT, Claude e Gemini usano i dati della tua azienda?

Dipende dal piano, non dallo strumento. Con un account personale spesso sì, con un piano aziendale di norma no. Ecco dove guardare.

Vuoi capire cosa vale per la tua azienda? Parliamone.

Fonti

  1. Gazzetta Ufficiale, Legge 23 settembre 2025, n. 132, con note, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
  2. Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), testo ufficiale su EUR-Lex, https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj/ita

Testi e grafica realizzati con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.

Contattaci