AI Act, articolo 50: chatbot e contenuti da dichiarare
Il chatbot sul sito, l'assistente che risponde su WhatsApp, la foto prodotto creata con un generatore di immagini, l'articolo scritto con un modello linguistico. Sono gli usi più comuni dell'AI in una PMI, e sono proprio quelli toccati dalle regole di trasparenza.
L'idea di fondo è semplice: chi legge, guarda o conversa ha diritto di sapere quando dall'altra parte c'è una macchina o un contenuto costruito. Qui trovi cosa chiede la norma, a chi tocca ciascun obbligo e cosa sistemare. Le scelte di dettaglio vanno valutate caso per caso, se serve con un legale.
Cosa dice la norma
L'articolo 50 del regolamento europeo raccoglie gli obblighi di trasparenza 2. I casi che riguardano più spesso una PMI sono quattro.
Il primo sono i sistemi che dialogano con le persone, come i chatbot: chi li usa deve essere informato che parla con un'AI, a meno che sia ovvio dal contesto. Il dovere formale grava sul fornitore che progetta il sistema.
Il secondo sono i contenuti sintetici. Chi fornisce strumenti che generano testo, immagini, audio o video deve marcarli in modo leggibile dalle macchine: è un compito di chi produce gli strumenti, non di chi li usa.
Il terzo sono i deepfake. Chi pubblica immagini, audio o video generati o manipolati che sembrano autentici deve dichiararlo.
Il quarto sono i testi su questioni di interesse pubblico. Se li generi con l'AI e li pubblichi per informare, devi dirlo, salvo che una persona li abbia rivisti e se ne assuma la responsabilità editoriale. In ogni caso l'informazione va data in modo chiaro, al più tardi alla prima interazione o esposizione 2.
A chi si applica
- Chi mette sul sito o sui canali di messaggistica un chatbot o un voicebot che parla con clienti e fornitori.
- Chi pubblica immagini, video o voci generati che potrebbero essere scambiati per reali, anche in pubblicità.
- Chi pubblica articoli o comunicati generati con l'AI su temi di interesse pubblico.
- I fornitori di strumenti generativi, per la marcatura tecnica dei contenuti.
Da quando
Gli obblighi di trasparenza si applicano dal 2 agosto 2026 1. Il rinvio deciso per i sistemi ad alto rischio non li ha toccati, quindi sono già operativi 1. Se oggi hai un chatbot che non si presenta come AI, o campagne con volti generati senza alcuna indicazione, è il momento di sistemare.
Cosa fare in pratica
- Fai presentare il chatbot come assistente automatico nel primo messaggio, con una frase semplice e visibile.
- Offri sempre un modo per parlare con una persona e scrivilo accanto alla presentazione.
- Fai l'inventario dei contenuti generati in uso: foto prodotto, video, voci, testi del blog e delle newsletter.
- Per immagini, video e audio realistici aggiungi un'etichetta vicino al contenuto, per esempio 'immagine generata con AI'.
- Per i testi informativi decidi chi li rivede e li firma: la revisione vera toglie l'obbligo di dichiarazione, ma la responsabilità diventa tua.
Gli errori da evitare
- Dare al chatbot un nome e la foto di una persona senza dire che è un'AI.
- Pensare che l'obbligo riguardi solo i grandi fornitori: le etichette sui deepfake toccano chi li pubblica.
- Nascondere l'avviso in fondo alla pagina o dentro le condizioni d'uso.
- Non distinguere: un'icona disegnata con l'AI non inganna nessuno, un falso testimonial sì.
Le altre norme spiegate senza burocratese sono in Regole.
Domande frequenti
Il mio chatbot deve dire che è un'AI anche se si capisce?
La norma esclude i casi in cui è evidente dal contesto 2. Ma evidente è un giudizio, e un cliente distratto può non accorgersene: una frase iniziale costa poco ed evita discussioni.
Le foto prodotto ritoccate con l'AI vanno etichettate?
Dipende da quanto sono realistiche e da cosa mostrano. Un ritocco di luce non è un deepfake; un prodotto o una persona che non esistono, presentati come veri, vanno dichiarati. Nei casi dubbi conviene dichiarare.
Chi controlla il rispetto di queste regole in Italia?
La legge 132/2025 ha designato AgID e Agenzia per la cybersicurezza nazionale come autorità per l'AI; all'ACN spetta la vigilanza, comprese ispezioni e sanzioni 3.
Da leggere dopo
AI Act: cosa obbliga davvero una PMI che usa l'AI
Se usi ChatGPT in ufficio o un chatbot sul sito, gli obblighi sono pochi e chiari. Quelli pesanti riguardano altri usi, e sono stati rinviati.
GlossarioCos'è un chatbot AI e in cosa è diverso da quelli di prima
Un chatbot è un programma che conversa per iscritto con le persone; un chatbot AI usa un modello linguistico per capire domande formulate liberamente e rispondere in modo naturale.
GlossarioCos'è un deepfake e cosa rischia un'azienda
Un deepfake è un'immagine, un video o un audio generato o modificato con l'AI in modo da far sembrare che una persona reale abbia detto o fatto qualcosa che non ha mai detto o fatto.
GlossarioCos'è il watermark dei contenuti generati dall'AI
Il watermark dei contenuti AI è un segno, visibile o nascosto, inserito in immagini, video, audio o testi generati da un modello per indicare che sono artificiali. Alcuni sono marchi evidenti, altri sono segnali invisibili all'occhio ma leggibili da un software, o dati allegati al file.
Regole senza burocrateseDeepfake: quando va dichiarato e cosa rischi
Sì, se il contenuto sembra autentico. L'AI Act chiede di dichiarare immagini, audio e video generati o manipolati che possono passare per veri [1]. In Italia diffondere senza consenso un falso di questo tipo che causa un danno ingiusto è reato, punito con la reclusione da uno a cinque anni [2].
Compiti con l'AIMettere un chatbot AI sul sito aziendale: i passi
Si decide cosa deve fare il chatbot e cosa no, si prepara una base di conoscenza aggiornata con le informazioni aziendali, si sceglie una piattaforma pronta o una soluzione su misura e si prova a lungo prima di pubblicarlo. Deve dichiararsi un assistente automatico e passare a una persona quando serve.
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Fonti
- Commissione europea, AI Act: quadro normativo e calendario, https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/regulatory-framework-ai
- AI Act, articolo 50: obblighi di trasparenza, https://artificialintelligenceact.eu/article/50/
- Gazzetta Ufficiale, Legge 23 settembre 2025, n. 132, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
Testi e grafica realizzati con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.