Diritto d'autore e AI: di chi sono i contenuti generati
Un logo nato da un generatore di immagini, i testi del catalogo scritti con un assistente, la musica di sottofondo di un video pubblicitario creata in pochi clic. Prima o poi un'impresa si chiede se questi materiali siano davvero suoi e se un concorrente possa copiarli.
In Italia la risposta di partenza ora è scritta nella legge, ma lascia margini di valutazione. Questa pagina spiega cosa è cambiato, cosa resta incerto e come lavorare per proteggere meglio i propri contenuti. Per un marchio o una campagna importante, chiedi il parere di un esperto di proprietà intellettuale.
Cosa dice la norma
L'articolo 25 della legge 132/2025 modifica l'articolo 1 della legge 633/1941 sul diritto d'autore 1. Le opere protette sono ora definite come opere dell'ingegno umano, e la norma precisa che lo sono anche quelle create con l'ausilio di strumenti di AI, purché costituiscano il risultato del lavoro intellettuale dell'autore 1.
La conseguenza pratica è che conta la parte umana: scelte creative, struttura, revisione, selezione e combinazione dei materiali. Un'immagine ottenuta con una richiesta generica e pubblicata così com'è ha poche possibilità di essere protetta. Un testo che hai progettato, scritto in parte, riorganizzato e corretto ne ha molte di più.
Lo stesso articolo introduce una regola sull'estrazione di testi e dati per addestrare modelli, consentita solo nei limiti delle eccezioni già previste dalla legge sul diritto d'autore 1. La legge aggiunge anche nuove sanzioni penali per chi riproduce o estrae opere in violazione di queste regole, anche attraverso sistemi di AI 1.
A chi si applica
- Imprese che usano l'AI per creare loghi, immagini, testi, video o musica da pubblicare.
- Agenzie e freelance che consegnano ai clienti materiali prodotti con l'AI.
- Chi usa l'AI per rielaborare opere altrui, come foto, articoli o brani.
- Chi raccoglie contenuti dal web per addestrare o adattare modelli.
Da quando
Le modifiche alla legge sul diritto d'autore valgono dall'entrata in vigore della legge 132/2025, il 10 ottobre 2025 1. Il tema va considerato all'inizio di ogni progetto creativo, non quando nasce una contestazione. I casi concreti saranno chiariti nel tempo dalle decisioni dei giudici: segui le novità se i contenuti sono centrali per il tuo business.
Cosa fare in pratica
- Per i contenuti importanti, come logo e campagne, mantieni un contributo umano sostanziale e documentalo.
- Conserva bozze, versioni intermedie e scelte fatte: dimostrano il lavoro intellettuale.
- Leggi le condizioni del generatore che usi: dicono chi può usare i risultati e con quali limiti.
- Evita di chiedere all'AI contenuti nello stile riconoscibile di un autore o di un marchio altrui.
- Nei contratti con agenzie e freelance chiedi di dichiarare l'uso dell'AI e di garantire i diritti sui materiali.
Gli errori da evitare
- Registrare come proprio un logo generato in un clic e pensare che sia blindato.
- Usare immagini generate che riproducono personaggi, marchi o opere protette.
- Dare per scontato che il fornitore dello strumento garantisca contro ogni contestazione.
- Non conservare traccia del processo creativo.
Le altre norme spiegate senza burocratese sono in Regole.
Domande frequenti
Posso usare liberamente le immagini create con l'AI?
Spesso sì, secondo le condizioni dello strumento, ma il fatto di poterle usare non le rende automaticamente protette. E se riproducono opere o marchi altrui, il rischio di violazione resta tuo.
Un concorrente può copiare un testo che ho scritto con l'AI?
Se il testo è frutto del tuo lavoro intellettuale, con scelte e revisioni tue, è protetto come opera dell'ingegno 1. Se è un'uscita grezza dell'AI, la protezione è dubbia.
Devo dichiarare che un contenuto è fatto con l'AI?
Per il diritto d'autore non c'è un obbligo generale. Le regole di trasparenza dell'AI Act chiedono però di dichiarare i deepfake e alcuni testi su temi di interesse pubblico.
Da leggere dopo
Legge 132/2025 sull'AI: cosa cambia per le imprese
La legge italiana aggiunge all'AI Act alcuni obblighi concreti: avvisare i lavoratori, avvisare i clienti se sei un professionista, e un nuovo reato per i deepfake.
GlossarioCos'è l'AI generativa e cosa sa fare per un'azienda
L'AI generativa è l'insieme dei sistemi di intelligenza artificiale che producono contenuti nuovi, come testi, immagini, audio, video o codice, a partire da una richiesta.
GlossarioGenerazione di immagini con l'AI: cos'è e limiti
La generazione di immagini è l'uso di modelli di AI che creano figure nuove partendo da una descrizione scritta o da un'immagine di riferimento. Si possono ottenere foto realistiche, illustrazioni, varianti di un prodotto o modifiche mirate di una foto esistente.
GlossarioCos'è la licenza di un modello AI e cosa controllare
La licenza di un modello di AI è il documento che stabilisce chi può usarlo, per quali scopi e a quali condizioni: se è ammesso l'uso commerciale, se si può modificare e ridistribuire, quali usi sono vietati e cosa va dichiarato.
Regole senza burocrateseAI Act, articolo 50: chatbot e contenuti da dichiarare
In molti casi sì. Dal 2 agosto 2026 chi interagisce con un sistema di AI deve saperlo, salvo che sia evidente, e i deepfake vanno dichiarati [1, 2]. Anche i testi generati pubblicati per informare il pubblico vanno segnalati, se nessuno li ha rivisti assumendosene la responsabilità editoriale [2].
Vuoi capire cosa vale per la tua azienda? Parliamone.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale, Legge 23 settembre 2025, n. 132, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
Testi e grafica realizzati con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.