Informativa privacy per un chatbot: cosa scrivere
Un chatbot sul sito raccoglie domande, nomi, numeri di telefono e a volte dettagli molto personali, scritti da clienti che non pensano alla privacy mentre chiedono un appuntamento. Per questo serve un'informativa costruita sul chatbot, non la pagina privacy generica copiata anni fa.
Ci sono due livelli: l'avviso breve dentro la chat, che dice subito con chi si sta parlando, e l'informativa completa, raggiungibile con un link. Questa pagina indica cosa mettere in entrambi. Il testo definitivo va controllato dal tuo consulente privacy.
Cosa dice la norma
L'informativa privacy deriva dal GDPR, che la legge italiana richiama espressamente, per esempio citando l'informativa all'interessato dell'articolo 13 del regolamento (UE) 2016/679 1. La legge 132/2025 aggiunge che le informazioni sui trattamenti legati all'AI vanno date con linguaggio chiaro e semplice, perché le persone conoscano i rischi e possano opporsi al trattamento dei propri dati 1.
Il regolamento europeo sull'AI chiede in più che chi interagisce con un sistema di AI venga informato, al più tardi alla prima interazione, salvo che sia evidente dal contesto 2.
Nell'informativa di un chatbot di solito servono: chi è il titolare, quali dati raccoglie la chat, per quali scopi e su quale base, quale fornitore di AI elabora le conversazioni e dove, per quanto tempo restano conservate, se servono ad addestrare modelli, come esercitare i diritti. Sulla conservazione i fornitori hanno regole diverse: per esempio OpenAI dichiara di conservare i dati inviati via API fino a 30 giorni per il controllo degli abusi 3.
A chi si applica
- Chi pubblica un chatbot o un assistente vocale su sito, WhatsApp o altri canali.
- Chi usa il chatbot per raccogliere contatti, prenotazioni o richieste di preventivo.
- Studi professionali e sanitari, dove nelle chat possono finire dati delicati.
Da quando
L'informativa va pronta prima che il chatbot raccolga il primo dato. L'avviso che si sta parlando con un'AI è obbligatorio per le regole di trasparenza dal 2 agosto 2026 2. Rivedi entrambi quando cambi fornitore, aggiungi funzioni o colleghi il chatbot ad altri sistemi.
Cosa fare in pratica
- Scrivi nel primo messaggio della chat che si sta parlando con un assistente automatico e come contattare una persona.
- Metti accanto alla chat un link all'informativa specifica del chatbot.
- Chiedi al fornitore dove sono elaborate le conversazioni, per quanto sono conservate e se servono all'addestramento.
- Raccogli solo i dati necessari: se basta un'email, non chiedere anche indirizzo e data di nascita.
- Indica come chiedere la cancellazione delle conversazioni e chi risponde.
- Fai rivedere il testo al consulente privacy prima della messa online.
Gli errori da evitare
- Rimandare alla privacy policy generale del sito, che non nomina il chatbot.
- Non sapere dove il fornitore conserva le conversazioni.
- Lasciare che il chatbot chieda dati sanitari o documenti senza un motivo.
- Scrivere l'informativa in linguaggio legale che nessuno capisce.
Le altre norme spiegate senza burocratese sono in Regole.
Domande frequenti
Basta un banner con il link alla privacy policy?
Il link serve, ma non basta se l'informativa non parla del chatbot. Accanto serve l'avviso che dall'altra parte c'è un'AI, chiaro già nel primo messaggio.
Devo chiedere il consenso per far rispondere il chatbot?
Dipende dagli scopi: rispondere a una richiesta del cliente di solito non richiede un consenso separato, usare la chat per marketing sì. La base giuridica giusta va scelta con il consulente privacy.
E se un cliente scrive dati sanitari nella chat?
Succede. Prevedi un avviso a non inserire dati delicati, istruisci il chatbot a non chiederli e verifica con il fornitore come vengono conservate le conversazioni.
Da leggere dopo
Cos'è un chatbot AI e in cosa è diverso da quelli di prima
Un chatbot è un programma che conversa per iscritto con le persone; un chatbot AI usa un modello linguistico per capire domande formulate liberamente e rispondere in modo naturale.
Compiti con l'AIMettere un chatbot AI sul sito aziendale: i passi
Si decide cosa deve fare il chatbot e cosa no, si prepara una base di conoscenza aggiornata con le informazioni aziendali, si sceglie una piattaforma pronta o una soluzione su misura e si prova a lungo prima di pubblicarlo. Deve dichiararsi un assistente automatico e passare a una persona quando serve.
Regole senza burocrateseAI Act, articolo 50: chatbot e contenuti da dichiarare
In molti casi sì. Dal 2 agosto 2026 chi interagisce con un sistema di AI deve saperlo, salvo che sia evidente, e i deepfake vanno dichiarati [1, 2]. Anche i testi generati pubblicati per informare il pubblico vanno segnalati, se nessuno li ha rivisti assumendosene la responsabilità editoriale [2].
Regole senza burocrateseGDPR e intelligenza artificiale: cosa vale per le PMI
Il GDPR vale anche quando i dati personali passano da uno strumento di AI: serve una base giuridica, un'informativa chiara, un accordo con il fornitore e misure di sicurezza adeguate. La legge 132/2025 ribadisce che il trattamento deve essere lecito, corretto e trasparente [1].
GlossarioZero data retention: cos'è e quando chiederla
La zero data retention è un'opzione con cui il fornitore di un modello si impegna a non conservare i testi che gli mandi né le risposte generate, oltre il tempo strettamente necessario a elaborare la richiesta.
Regole senza burocratesePer quanto restano salvate le conversazioni con l'AI
Dipende da fornitore, piano e impostazioni. Per esempio Anthropic conserva le chat dei piani per privati fino a 5 anni se l'uso per migliorare i modelli è attivo, 30 giorni se è spento [1]. Nei piani aziendali di solito decide l'amministratore [2].
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Fonti
- Gazzetta Ufficiale, Legge 23 settembre 2025, n. 132, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/09/25/25G00143/sg
- AI Act, articolo 50: obblighi di trasparenza, https://artificialintelligenceact.eu/article/50/
- OpenAI, come vengono trattati i dati inviati tramite API, https://developers.openai.com/api/docs/guides/your-data
Testi e grafica realizzati con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.