Zero data retention: cos'è e quando chiederla
Di norma i grandi fornitori tengono per un certo periodo le richieste ricevute via API, anche quando non le usano per addestrare i modelli. Servono a individuare abusi e a risolvere problemi tecnici. Con la zero data retention questo archivio non nasce: la richiesta entra, viene elaborata, e il contenuto non resta sui server.
Di solito non è attiva in automatico. Si chiede al fornitore, spesso dentro un contratto aziendale, e non sempre copre tutto: le funzioni che per loro natura salvano qualcosa, come i file caricati o le conversazioni con memoria, possono restarne escluse.
Un esempio in una PMI
Una software house costruisce per un poliambulatorio un sistema che riassume le note cliniche via API. Il direttore sanitario chiede dove finiscono i testi. La software house attiva la zero data retention sull'account usato dal sistema e verifica, funzione per funzione, che quelle impiegate siano coperte, mettendo tutto per iscritto.
Gli errori più comuni
- Confonderla con il divieto di addestramento: non usare i dati per addestrare è una promessa diversa da non conservarli.
- Credere che valga per gli abbonamenti alla chat: di solito riguarda l'uso via API con accordi specifici.
- Non chiedere quali funzioni restano escluse.
Perché ti interessa
Se i tuoi testi contengono dati sanitari, legali o segreti commerciali, la zero data retention riduce la superficie di rischio: ciò che non viene conservato non può essere perso né richiesto da terzi. È una domanda da fare a ogni fornitore che ti vende un'integrazione con l'AI.
Tutte le parole dell'AI spiegate semplici sono nel glossario.
Domande frequenti
La zero data retention è gratuita?
Dipende dal fornitore. Spesso è legata a contratti aziendali e a un'approvazione caso per caso.
Con la zero data retention posso mandare qualsiasi dato?
No. Restano gli obblighi del GDPR: base giuridica, informativa, minimizzazione. Riduce un rischio, non sostituisce le regole.
Come verifico che sia attiva?
Chiedi conferma scritta con il riferimento contrattuale. In alcune console per sviluppatori lo stato è visibile nelle impostazioni dell'organizzazione.
Da leggere dopo
ChatGPT, Claude e Gemini usano i dati della tua azienda?
Dipende dal piano, non dallo strumento. Con un account personale spesso sì, con un piano aziendale di norma no. Ecco dove guardare.
GlossarioCos'è un'API e perché serve per collegare l'AI ai tuoi programmi
Un'API è un'interfaccia che permette a un programma di usare i servizi di un altro in modo automatico, per esempio mandare un testo a un modello di AI e ricevere la risposta senza passare dalla chat.
GlossarioCos'è l'addestramento di un modello AI
L'addestramento è la fase in cui un modello di AI impara da una grande quantità di esempi, regolando i propri parametri finché le sue risposte diventano corrette.
GlossarioCos'è l'AI in locale e quando conviene tenerla in casa
Usare l'AI in locale significa far girare il modello su computer o server dell'azienda, invece che usarlo attraverso il servizio cloud di un fornitore, così che i dati restino dentro l'azienda.
GlossarioCos'è la residenza dei dati quando usi l'AI
La residenza dei dati è il luogo fisico in cui un servizio conserva ed elabora le tue informazioni: in quale paese o regione si trovano i server che ricevono testi, file e risposte quando usi uno strumento di AI.
Vuoi capire cosa serve davvero alla tua azienda, senza gergo? Parliamone.
Testi e grafica realizzati con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.