AI Act per le aziende: adeguamento e formazione.
AIR affianca le aziende nell'adozione dell'AI e nel rispetto dell'AI Act, insieme. Inventario dei sistemi AI in uso, classificazione, formazione del personale, regole interne, supporto all'ufficio legale.
Quando serve un parere legale, lavoriamo con i nostri legali partner.
- Regolamento (UE) 2024/1689
- Digital Omnibus (UE) 2026/1744
- legge 132/2025
- D.Lgs. 179/2026
Consulenza AI Act: cosa facciamo
Cinque attività, nell'ordine in cui le svolgiamo. Ognuna lascia in azienda un documento che si aggiorna.
Inventario AI
L'elenco di ogni uso dell'AI in azienda: strumento, reparto, dati coinvolti, chi controlla il risultato. Comprende gli strumenti attivati dalle persone per conto proprio.
Classificazione
Per ogni uso, il ruolo dell'azienda (fornitore o deployer) e il livello di rischio: vietato, alto rischio, trasparenza, minimo. Gli usi incerti vanno ai legali.
Formazione AI Act
Alfabetizzazione AI per ruolo, come chiede l'articolo 4: dall'uso quotidiano degli assistenti alla verifica delle risposte. Con il registro di chi ha seguito cosa.
Regole interne
Policy AI aziendale, avvisi su chatbot e contenuti generati, informativa ai lavoratori, clausole con i fornitori su dati e addestramento.
Supporto all'ufficio legale
Un dossier ordinato per l'ufficio legale interno e per i controlli. Per i pareri, i nostri legali partner.
Come lavoriamo, a partire dall'inventario
Partiamo dal reparto che usa più AI e da lì estendiamo il lavoro agli altri, con lo stesso metodo dei nostri processi.
Adozione e conformità, insieme
Portiamo l'AI nei processi delle aziende ogni giorno: conosciamo gli strumenti dall'interno, dove finiscono i dati e dove serve una persona che approva.
Per questo la conformità nasce dentro i sistemi: registro dei casi d'uso, log, approvazione umana. L'interpretazione legale resta ai legali, che trovano tutto pronto.
Cosa resta al cliente
- Un inventario AI aggiornato.
- Persone formate per ruolo, con la traccia.
- Regole scritte e condivise.
- Un dossier pronto per l'ufficio legale e per i controlli.
- L'AI che continua a lavorare nei processi.
Kit AI Act: parti dall'inventario AI
Il primo passo è sapere quali strumenti AI usa l'azienda, chi li usa e per cosa. La guida spiega il foglio colonna per colonna, con una riga di esempio e i livelli di rischio. Per una PMI la prima versione richiede due o tre ore.
Il foglio si apre su Google Sheets come copia tua, da compilare con i responsabili di reparto.
Inventario AI in 2 minuti · guarda su YouTube
- settimana 1Compila l'inventario.
- settimana 2Assegna ruolo e livello di rischio a ogni riga.
- settimana 3Sistema la trasparenza su chatbot e contenuti.
- settimana 4Formazione per ruolo e verifica dei contratti con i fornitori.
Obblighi AI Act per le aziende, oggi
Quasi tutte le aziende usano sistemi AI di altri: per l'AI Act sono deployer, cioè utilizzatori. Per loro oggi valgono tre obblighi: formare le persone (articolo 4), evitare le pratiche vietate (articolo 5), rispettare la trasparenza su deepfake e contenuti generati (articolo 50). Gli obblighi sui sistemi ad alto rischio partono dal 2 dicembre 2027.
| Data | Stato | Cosa parte |
|---|---|---|
| 2 febbraio 2025 | in vigore | Pratiche vietate e alfabetizzazione AI del personale. |
| 2 agosto 2025 | in vigore | Obblighi per i fornitori di modelli AI per finalità generali. |
| 2 agosto 2026 | in vigore | Trasparenza: chatbot riconoscibili come AI, deepfake e contenuti generati dichiarati. |
| 2 dicembre 2026 | in arrivo | Due nuovi divieti su immagini intime non consensuali e materiale pedopornografico; marcatura dei contenuti per i sistemi generativi già sul mercato. |
| 2 dicembre 2027 | in arrivo | Sistemi ad alto rischio dell'Allegato III: selezione e gestione del personale, credito, istruzione, servizi essenziali. |
| 2 agosto 2028 | in arrivo | Sistemi ad alto rischio integrati in macchine, dispositivi medici e altri beni già regolati dalle norme europee (Allegato I). |
Date dopo il Digital Omnibus, Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026. Calendario completo: AI Act, le scadenze.
Formazione AI Act: l'articolo 4
Fornitori e deployer adottano misure per sviluppare l'alfabetizzazione AI del personale e di chi usa l'AI per loro conto, in proporzione a conoscenze, esperienza e contesto d'uso. Il Digital Omnibus ha riscritto il testo: il livello lo calibra l'azienda. L'obbligo resta in vigore dal 2 febbraio 2025. L'obbligo dell'articolo 4 · Cos'è l'alfabetizzazione AI
Alto rischio: cosa farà il deployer
Dal 2 dicembre 2027, chi usa un sistema ad alto rischio lo usa secondo le istruzioni, affida la sorveglianza a persone competenti, controlla i dati di ingresso, conserva i log e informa lavoratori e persone coinvolte. I doveri dell'articolo 26 · Cos'è l'alto rischio
Sanzioni
Fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale per le pratiche vietate; fino a 15 milioni o al 3% per gli altri obblighi, trasparenza compresa. Per PMI e piccole mid-cap vale l'importo più basso. In Italia il D.Lgs. 179/2026 riprende questi importi (articolo 23).
In Italia: legge 132/2025 e D.Lgs. 179/2026
La legge 132/2025 è in vigore dal 10 ottobre 2025. Il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua l'ordinamento all'AI Act, è in vigore dal 23 ottobre 2026.
Datori di lavoro
Informano i lavoratori quando usano l'AI nel rapporto di lavoro (legge 132, articolo 11). Su assunzioni, licenziamenti, provvedimenti disciplinari e valutazioni decide una persona: le decisioni prese solo in automatico sono nulle (D.Lgs. 179, articolo 41). L'AI che incide su ritmi e organizzazione del lavoro entra nella valutazione dei rischi (articolo 42).
Professionisti
Dicono al cliente, con parole semplici, quali sistemi AI usano, e li usano come supporto (legge 132, articolo 13). Gli Ordini aggiornano i regolamenti della formazione continua, con percorsi sull'AI, entro il 23 aprile 2027 (D.Lgs. 179, articolo 47).
Chi vigila
AgID e ACN, con Garante privacy, Banca d'Italia, Consob e Ivass per i loro settori. Per le violazioni lievi il decreto consente misure non pecuniarie, come l'ordine di eliminare l'infrazione (articolo 22). La legge 132 per le imprese
Domande frequenti sull'AI Act
Cosa deve fare oggi un'azienda per l'AI Act?
Quasi tutte le aziende usano sistemi AI di altri e per l'AI Act sono deployer. Oggi devono formare le persone che usano l'AI, verificare di stare lontane dalle pratiche vietate e rispettare la trasparenza su deepfake e contenuti generati. Il primo passo è l'inventario dei sistemi AI in uso.
La formazione AI Act è obbligatoria?
Sì. L'articolo 4 chiede a fornitori e deployer misure per sviluppare l'alfabetizzazione AI del personale, ed è in vigore dal 2 febbraio 2025. Dal 27 luglio 2026, con il Digital Omnibus, il livello lo calibra l'azienda in base a ruolo e contesto: conta poter mostrare chi è stato formato e su cosa.
Quanto deve durare la formazione sull'AI?
La norma lascia aperti durata e formato: chiede una formazione adatta al ruolo e al contesto d'uso. Prepariamo percorsi per reparto, più brevi per chi usa un assistente e più approfonditi per chi lavora su processi delicati, con il registro delle presenze.
Usiamo ChatGPT, Copilot o Claude: siamo soggetti all'AI Act?
Sì, come deployer. Per scrittura, traduzione e riassunti il rischio è minimo: contano formazione, regole sui dati e controllo umano. Il quadro cambia se lo stesso strumento serve a selezionare curriculum o valutare persone.
Il chatbot sul sito deve dire che è un'AI?
Sì, dal 2 agosto 2026 chi parla con un chatbot deve sapere che è un'AI. Progettarlo così spetta al fornitore; all'azienda che lo usa tocca verificare che l'avviso ci sia e resti attivo.
Cosa ha cambiato il Digital Omnibus?
Il Regolamento (UE) 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026, ha spostato gli obblighi sull'alto rischio al 2 dicembre 2027 (Allegato III) e al 2 agosto 2028 (Allegato I). Ha riscritto l'articolo 4 e aggiunto due divieti dal 2 dicembre 2026. Divieti, alfabetizzazione e trasparenza restano in vigore.
Quali sanzioni prevede l'AI Act?
Fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, fino a 15 milioni o al 3% per gli altri obblighi. Per PMI e piccole mid-cap vale l'importo più basso. In Italia il D.Lgs. 179/2026 riprende questi importi e, per le violazioni lievi, consente misure non pecuniarie.
Chi controlla in Italia e cosa rischia una PMI?
In Italia vigilano AgID e ACN, con Garante privacy, Banca d'Italia, Consob e Ivass per i loro settori. Per PMI e piccole mid-cap vale l'importo più basso tra cifra fissa e percentuale del fatturato. Per le violazioni lievi il D.Lgs. 179/2026 consente misure non pecuniarie, come l'ordine di eliminare l'infrazione (articolo 22).
Cosa cambia in Italia per chi ha dipendenti?
Il datore di lavoro informa i lavoratori quando usa l'AI nel rapporto di lavoro (legge 132/2025). Dal 23 ottobre 2026 le decisioni su assunzioni, licenziamenti, sanzioni disciplinari e valutazioni spettano a una persona (D.Lgs. 179/2026, articolo 41).
AIR lavora con l'ufficio legale?
Sì: prepariamo inventario, classificazione, formazione e regole, e l'ufficio legale interno le valida. Quando serve un parere legale, coinvolgiamo i nostri legali partner.
Da dove si comincia?
Dall'Inventario AI: una riga per ogni uso dell'AI, con strumento, reparto, dati e chi controlla il risultato. Il modello si scarica dalla guida Inventario AI.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1689, AI Act (EUR-Lex)
- Regolamento (UE) 2026/1744, Digital Omnibus sull'IA, GUUE del 24 luglio 2026 (EUR-Lex)
- Articolo 4, testo consolidato al 27 luglio 2026 (AI Act Service Desk, Commissione europea)
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 (Gazzetta Ufficiale)
- Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, GU Serie Generale n. 234 dell'8 ottobre 2026 (Gazzetta Ufficiale)