Generazione di immagini con l'AI: cos'è e limiti
Scrivi cosa vuoi vedere, il soggetto, lo stile, l'inquadratura, la luce, e il modello produce l'immagine. I modelli recenti seguono istruzioni sempre più precise, scrivono testo leggibile nelle immagini e permettono di modificare solo una parte di una foto. Molti si usano da assistenti come ChatGPT o Gemini, altri da piattaforme dedicate.
Restano dei nodi pratici. Mantenere lo stesso personaggio o lo stesso prodotto identico in più immagini è ancora difficile. I diritti sulle immagini generate dipendono dai termini del servizio e dalla legge, e generare qualcosa che somiglia a un marchio o a una persona reale può creare problemi. Per le foto di prodotto destinate alla vendita, l'immagine deve corrispondere a ciò che il cliente riceverà.
Un esempio in una PMI
Una piccola pasticceria vuole immagini per i post sui social. Valentina genera sfondi e ambientazioni stagionali con l'AI, ma le torte sono fotografate davvero e inserite nella scena. Così i post sono curati e nessun cliente si trova davanti un dolce diverso da quello mostrato.
Gli errori più comuni
- Usare immagini generate per mostrare prodotti che nella realtà sono diversi.
- Generare immagini che imitano lo stile di un marchio o il volto di persone reali.
- Non controllare i dettagli: mani, scritte e loghi sono ancora punti deboli.
Perché ti interessa
Per contenuti di marketing, presentazioni e prototipi, generare immagini costa poco e fa risparmiare tempo. Per tutto ciò che rappresenta un prodotto reale, serve onestà verso il cliente.
Tutte le parole dell'AI spiegate semplici sono nel glossario.
Domande frequenti
Posso usare le immagini generate a scopo commerciale?
Dipende dai termini del servizio che usi. Vanno letti prima, e conviene evitare immagini che richiamano opere, marchi o persone riconoscibili.
Devo dichiarare che un'immagine è generata?
In alcuni casi le regole europee chiedono trasparenza, soprattutto per contenuti realistici. In ogni caso è una buona pratica verso i clienti.
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