Cos'è il function calling: l'AI che usa i tuoi programmi
Video realizzato con il supporto dell'AI. Metodo e contenuti sono di AIR.
Il modello da solo produce testo. Con il function calling gli descrivi gli strumenti disponibili, per esempio "cerca ordine per numero" o "crea appuntamento", e lui, quando serve, risponde con la richiesta di usare uno di questi strumenti con certi parametri. Il tuo programma la esegue e gli restituisce il risultato.
È il meccanismo su cui si costruiscono gli agenti. Il punto delicato non è la tecnica ma la scelta: quali strumenti dai al modello, e quali azioni richiedono una conferma.
Un esempio in una PMI
Un chatbot di un'officina ha due strumenti: vedere gli orari liberi e prenotare. Il cliente scrive "posso portare l'auto giovedì mattina per il tagliando?". Il modello chiama il primo strumento, propone gli orari, e solo dopo la conferma del cliente chiama il secondo.
Gli errori più comuni
- Dare strumenti che cancellano o pagano senza un passaggio di conferma.
- Descrivere gli strumenti in modo vago: il modello li usa male.
- Non registrare le chiamate fatte: senza traccia non si ricostruisce un errore.
Perché ti interessa
Il function calling è ciò che separa un assistente che parla da uno che fa. Quando un fornitore propone un assistente che legge gli ordini o fissa appuntamenti, chiedi l'elenco degli strumenti che il modello può chiamare e quali azioni passano da una conferma: è lì che si decide il rischio.
Tutte le parole dell'AI spiegate semplici sono nel glossario.
Domande frequenti
Function calling e agente sono la stessa cosa?
Il function calling è il mezzo; l'agente è il sistema che lo usa per portare a termine un compito in più passi.
Serve un programmatore?
Sì, per definire gli strumenti e collegarli. Alcune piattaforme offrono strumenti già pronti.
Il modello esegue da solo lo strumento?
No, chiede di usarlo. A eseguire è sempre il tuo programma, che può controllare i parametri, bloccare richieste strane o chiedere conferma a una persona prima di procedere.
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